{"id":6134,"date":"2024-12-30T16:40:28","date_gmt":"2024-12-30T14:40:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/?p=6134"},"modified":"2025-03-16T09:37:21","modified_gmt":"2025-03-16T07:37:21","slug":"compassion-and-spirituality-in-medicine-personal-and-institutional-aspects-by-bruno-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/compassion-and-spirituality-in-medicine-personal-and-institutional-aspects-by-bruno-neri\/","title":{"rendered":"\u201cCompassion and Spirituality in Medicine: Personal and Institutional Aspects\u201d by Bruno Neri"},"content":{"rendered":"<p>Estratto da: B. Neri, <em>Spirituality in Medicine: A New Dimension in the Light of a Millennial Tradition<\/em> in <em>The patient as a Person<\/em>, A.Pingitore, M.Iacono Eds, pp 153-170, Springer Nature, 2023<\/p>\n<p><strong>1. Introduzione<\/strong><br \/>\nA differenza delle tradizioni mediche orientali, la medicina occidentale si \u00e8 sviluppata privilegiando un metodo analitico che si concentra principalmente sulle cause delle malattie e sul tentativo di limitarne gli effetti riparando i guasti che esse provocano. Questo approccio ha portato a notevoli progressi scientifici, ma ha anche ridimensionato l&#8217;importanza dell&#8217;aspetto umano nella relazione tra medico e paziente, trascurando l&#8217;impatto delle esperienze personali sul decorso della malattia e sui risultati delle cure.<br \/>\nIn realt\u00e0, fin dal momento in cui ha adottato il metodo scientifico, la Medicina ha perseguito l\u2019obiettivo di &#8220;avvicinarsi il pi\u00f9 possibile&#8221; alle scienze esatte, dimenticando, almeno in parte, che queste ultime si occupano esclusivamente di fenomeni chimico-fisici modellabili matematicamente. Per tale motivo, \u00e8 stato necessario, prima di tutto, escludere dal campo di analisi l\u2019esperienza soggettiva, che continua a sfuggire a questa modellizzazione. In base a questa visione, ogni riferimento alla vita interiore del paziente e alla necessit\u00e0 di dare spazio alla sua Spiritualit\u00e0, intesa come attenzione alla sua esperienza interiore e riconoscimento della sua trascendenza, \u00e8 stato a lungo escluso dal rapporto di cura tra medico e paziente. Questa circostanza non ha giovato a tale rapporto, poich\u00e9 \u00e8 solo nel contesto dell\u2019esperienza soggettiva che possono essere collocati, analizzati e affrontati la sofferenza fisica e mentale, cos\u00ec come la paura della morte che accompagna la malattia.<br \/>\nAlle soglie del terzo millennio, per\u00f2, \u00e8 emersa sempre pi\u00f9 chiaramente l\u2019opportunit\u00e0 di permettere al paziente di coltivare la sua Spiritualit\u00e0 durante il suo percorso di malattia anche all\u2019interno delle strutture sanitarie e di fare spazio alla Compassione nel rapporto di cura: Compassione intesa nel senso di bodhicitta, termine sanscrito che rappresenta la coltivazione e lo sviluppo di empatia per la sofferenza degli altri.<br \/>\nLa Compassione entra, cos\u00ec, pienamente nella relazione di cura innestandosi naturalmente nel contesto pi\u00f9 ampio della relazione con la sofferenza: Compassione non come atteggiamento pietoso e un po&#8217; distaccato verso un &#8220;altro&#8221; meno fortunato, ma come risultato di una profonda consapevolezza del fatto che tutti noi, come esseri senzienti, siamo continuamente esposti alla sofferenza. Coltivare bodhicitta \u00e8 una pratica spirituale specifica a cui nel Buddhismo si presta molta attenzione fornendo tecniche specifiche per svilupparla. Una di queste \u00e8 la cosiddetta meditazione della &#8220;Gentilezza Amorevole&#8221; [3]. Questo tipo di meditazione, come altre, \u00e8 stato studiato anche dal punto di vista dei suoi correlati neuronali [4]: sono stati osservati cambiamenti specifici e ben caratterizzati nel tracciato EEG che hanno fornito un esempio lampante di come una mente allenata possa modificare parametri fisiologici. E\u2019 emersa, quindi, una modalit\u00e0 di interazione che va nella direzione opposta a quella ipotizzata dalle Neuroscienze: non pi\u00f9 la mente\/coscienza generata come prodotto necessario dei correlati neuronali, quindi del cervello, bens\u00ec la mente\/coscienza in grado di intervenire su tali correlati modificando cos\u00ec l\u2019attivit\u00e0 cerebrale.<br \/>\nIl momento cruciale, comunque, della relazione mente\/corpo rimane, secondo la visione buddhista, quello in cui questa relazione si dissolve: il momento della morte che \u00e8 anche quello in cui si impostano i presupposti per la successiva rinascita. Il processo del morire, lo stato di transizione (bardo) e la rinascita sono descritti nel Libro Tibetano dei Morti (Bardo Todol \u00e8 il titolo originale in Tibetano, che &#8220;\u2026 \u00e8 una delle opere pi\u00f9 impressionanti della cultura di tutti i tempi e raccoglie l&#8217;insegnamento sulla vita e sulla morte predicato dalla figura semi-leggendaria del grande maestro Padmasambhava&#8221; [8]. Il punto massimo di espressione della Compassione nei confronti del morente si realizza durante questa fase cruciale del ciclo vitale quando i discepoli oppure le persone pi\u00f9 prossime al morente, leggono al suo orecchio alcuni passi del Bardo Todol per aiutarlo a comprendere i fenomeni che egli sta sperimentando nella terra di passaggio, quando la coscienza si ritrae dal corpo ormai consumato, privandolo cos\u00ec del suo soffio vitale e inizia il suo percorso che la condurr\u00e0 alla successiva reincarnazione.<\/p>\n<p><strong>2. La Spiritualit\u00e0 nel contesto istituzionale<\/strong><br \/>\nLa Spiritualit\u00e0, nella forma sopra definit [1, 5], riguarda principalmente la sfera personale e non pu\u00f2 essere misurata e riportata in statistica. Pertanto, in quasi tutte le ricerche e le recensioni pubblicate nelle riviste mediche occidentali, l&#8217;adesione a una religione riconosciuta e la partecipazione attiva a una comunit\u00e0 che si riconosce in quella specifica religione, viene utilizzata come indicatore osservabile. Si tratta quindi di un concetto di Spiritualit\u00e0 pi\u00f9 spostato verso l&#8217;adesione formale a una visione codificata, rispetto a quella centrata sull&#8217;esperienza interiore personale.<br \/>\nSeppure con questa non trascurabile limitazione, tuttavia, un primo passo \u00e8 stato compiuto verso il graduale riconoscimento del ruolo positivo della Spiritualit\u00e0 nel decorso della malattia e nell&#8217;efficacia dei trattamenti. Un&#8217;ampia bibliografia su questo argomento si pu\u00f2 trovare, ad esempio, in [10] le cui conclusioni sono riportate di seguito [10 riferimenti in esso contenuti]:<br \/>\nIn generale, i risultati della revisione della letteratura scientifica sull\u2019argomento hanno indicato notevoli effetti della Spiritualit\u00e0 sulla salute, un risultato menzionato frequentemente in diversi studi [9, 14, 53]. Numerosi studi hanno indicato che la Spiritualit\u00e0 ha avuto un impatto favorevole sul recupero, ha migliorato il benessere [2, 29, 11, 12, 13] e ha abbassato i livelli di depressione [2, 47]. Gli effetti positivi della Spiritualit\u00e0 sulla salute sono quindi pi\u00f9 tangibili [16, 17], anche se l&#8217;utilizzo di una strategia di conformit\u00e0 religiosa positiva non riflette necessariamente una mancanza di Spiritualit\u00e0 interna.<br \/>\nPer mancanza di spazio e per non disperdere l&#8217;attenzione del lettore sull&#8217;ampia letteratura disponibile, si rimanda al Consensus Report contenuto in [5]. Queste sono le principali conclusioni:<\/p>\n<p>a. Il paziente che entra nelle strutture sanitarie si sente pi\u00f9 come una &#8220;malattia che deve essere curata, che come una persona con bisogni complessi, anche di natura spirituale&#8221;. Viene travolto dall&#8217;apparato e dalla sua offerta di strumenti diagnostici e rimedi farmacologici. Lui\/lei non \u00e8 incoraggiato a usare le proprie risorse interiori di guarigione. Il suo desiderio di una cura compassionevole per ridurre lo stress della malattia \u00e8 insoddisfatto.<br \/>\nb. Diverse istituzioni sanitarie hanno sviluppato linee guida specifiche per rispondere a questa esigenza, spostando l&#8217;attenzione della cura dai soli bisogni fisici dei pazienti alla cura dell&#8217;intera persona.<br \/>\nc. \u00c8 molto importante che il paziente percepisca un atteggiamento compassionevole nei medici e negli infermieri. Purtroppo &#8220;la Compassione \u00e8 una pratica spirituale, un modo di essere, un modo di servire gli altri e un atto d&#8217;amore&#8221;. Quindi \u00e8 molto difficile introdurre questo aspetto per mezzo di linee guida e suggerimenti in quanto richiede un atteggiamento verso la Spiritualit\u00e0, il senso della trascendenza, il significato e lo scopo, basato su un profondo processo di trasformazione interiore<br \/>\nd. In conclusione si osserva che &#8220;I modelli di cura sanitaria in tutto il mondo devono essere trasformati in sistemi che onorano la dignit\u00e0 di tutte le persone (pazienti, famiglie e operatori sanitari); i modelli dovrebbero essere incentrati sulle relazioni con gli individui e con le comunit\u00e0; la Compassione dovrebbe essere il risultato trainante per qualsiasi sistema sanitario&#8221;<br \/>\nInfine, per facilitare il passaggio ad una Medicina pi\u00f9 attenta ai bisogni spirituali del paziente, vengono indicate alcune azioni:<br \/>\n(1) sviluppare gli standard di cura proposti, (2) articolare le caratteristiche di un sistema sanitario compassionevole, (3) identificare le barriere e valutare le opportunit\u00e0, (4) sviluppare raccomandazioni e strategie di attuazione, (5) sviluppare obiettivi immediati e a lungo termine e (6) creare una coalizione per il cambiamento che emetterebbe un invito all&#8217;azione che potrebbe essere utilizzato per incoraggiare lo sviluppo di sistemi di cura sanitaria che siano spirituali e Compassionevoli<br \/>\nLa Compassione \u00e8 fondamentale, per\u00f2 non pu\u00f2 essere imposta con regole e manuali, ma deve essere educata e stimolata sia nell&#8217;individuo che nella societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>3. Il contesto individuale<\/strong><br \/>\nAlcuni dei problemi emersi nell&#8217;integrazione tra Medicina e Spiritualit\u00e0, come evidenziato in [5], possono essere superati se si combinano le azioni a livello istituzionale con quelle a livello individuale. L&#8217;obiettivo \u00e8 promuovere, sia nel medico che nel personale infermieristico e nel paziente, un&#8217;apertura verso la Spiritualit\u00e0 come descritta nella Sezione 2 e riconosciuta in [5], con varie sfumature ed enfasi. Questo approccio personale non si pone in contrasto con quello istituzionale esaminato nella prima parte di questa sezione, ma anzi lo rafforza, rendendolo effettivamente attuabile. Si tratta di un&#8217;educazione della mente che punta a ridurre lo stress legato alla malattia, sviluppando la consapevolezza e mantenendo un atteggiamento di distacco e non attaccamento verso le percezioni provenienti dai cinque sensi e quelle che emergono dalla &#8220;sesta porta&#8221; dell&#8217;epistemologia buddista: la Mente.<br \/>\nLa pratica della Mindfulness, che ha conosciuto una grande diffusione in Occidente negli ultimi 30 anni, permette di sviluppare la consapevolezza dei fenomeni mentali e delle loro dinamiche, sebbene a uno stadio molto meno profondo rispetto a quello necessario per raggiungere i livelli di consapevolezza, conoscenza e calma interiore che costituiscono l\u2019obiettivo di molte tradizioni mistico-contemplative. Essa costituisce uno strumento efficace per affrontare la sofferenza causata dalla malattia, dalla vecchiaia e dalla paura della morte. Su questa base, sono stati sviluppati i protocolli di Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) [7], compatibili con una partecipazione attiva alla vita lavorativa e sociale, con l\u2019obiettivo di coltivare la consapevolezza del proprio stato mentale e il controllo delle emozioni negative. In questo contesto, non va sottovalutato lo stress emotivo intenso vissuto da medici e infermieri nel continuo confronto con la sofferenza e il senso di impotenza di fronte al progressivo e inarrestabile avanzamento della malattia.<br \/>\nLasciamo a John Kabat-Zinn [6, p.71] la spiegazione di come la pratica interiore della Mindfulness pu\u00f2 essere utilizzata per affrontare la sofferenza della malattia.<br \/>\n\u201cIl dolore \u00e8 una parte naturale dell\u2019esperienza della vita. La sofferenza \u00e8 una delle tante possibili risposte al dolore&#8230; non \u00e8 sempre il dolore di per s\u00e9 ma il modo in cui lo vediamo e reagiamo ad esso a determinare il grado di sofferenza che sperimenteremo. Ed \u00e8 la sofferenza che temiamo di pi\u00f9, non il dolore&#8230; Diversi classici esperimenti di laboratorio con dolore acuto hanno dimostrato che sintonizzarsi sulle sensazioni \u00e8 un modo pi\u00f9 efficace per ridurre il livello di dolore sperimentato quando il dolore \u00e8 intenso e prolungato rispetto a distrarsi&#8230; le dimensioni sensoriale, emotiva e cognitiva\/concettuale dell&#8217;esperienza del dolore possono essere disaccoppiate l&#8217;una dall&#8217;altra, il che significa che possono essere mantenute nella consapevolezza come aspetti indipendenti dell&#8217;esperienza. Questo fenomeno di disaccoppiamento pu\u00f2 darci nuovi gradi di libert\u00e0 nel riposare nella consapevolezza e nel trattenere qualunque cosa emerge in uno o tutti questi tre ambiti in un modo completamente diverso e riduce drasticamente la sofferenza sperimentata\u201d.<br \/>\nOltre che essere di aiuto al paziente la pratica della mindfulness \u00e8 stata declinata in protocolli specifici<br \/>\nutilizzati per affrontare lo stress da burnout nel personale infermieristico e nello staff medico [14], [15], nonch\u00e9 con lo scopo di svilupparne la propensione alla Compassione [16-18].<br \/>\nQuesto livello di intervento \u00e8 fondamentale per rendere efficaci le azioni individuate a livello istituzionale per una completa integrazione della Spiritualit\u00e0 nel percorso di malattia e guarigione. A tal fine \u00e8 importante riconoscere che il concetto di Spiritualit\u00e0 a cui qui ci riferiamo ha una dimensione intima ed \u00e8 indipendente dall&#8217;adesione ad una religione ufficialmente costituita, nel senso che non la esclude n\u00e9 la ritiene necessaria. Per maggiore chiarezza potremmo definirla Spiritualit\u00e0 laica.<\/p>\n<p><strong>4. Conclusioni<\/strong><br \/>\nNegli ultimi 30 anni, anche in ambito medico\/scientifico, \u00e8 cresciuta la consapevolezza dell&#8217;importanza di proteggere, durante il percorso terapeutico del paziente, uno spazio intimo in cui egli possa concentrarsi sulla sua vita interiore. Questo spazio dovrebbe essere dedicato all&#8217;esplorazione del senso e dello scopo della vita e della morte, mantenendo aperta una finestra verso il trascendente. Abbiamo definito questo atteggiamento con il termine &#8220;Spiritualit\u00e0&#8221;, distinguendolo dall&#8217;adesione formale a una Religione ufficialmente riconosciuta e codificata. Numerosi studi hanno dimostrato che questa attitudine, che spesso, ma non necessariamente, si esprime attraverso la partecipazione a una comunit\u00e0 religiosa, ha effetti positivi non solo sull&#8217;umore del paziente e sulla sua capacit\u00e0 di affrontare la sofferenza legata alla malattia, ma anche sull&#8217;andamento e sugli esiti della malattia stessa. \u00c8 stato anche riconosciuto un valore, altrettanto importante nel percorso di cura, alla necessit\u00e0 di fornire al personale sanitario, medici, infermieri e caregiver, gli strumenti per affrontare lo stress derivante dal continuo confronto con la sofferenza e dal peso delle responsabilit\u00e0 che gravano sulle loro spalle. In questo contesto, \u00e8 fondamentale che il paziente possa sperimentare, nel rapporto con il medico, un atteggiamento di gentilezza amorevole, intesa come una comprensione profonda della sua sofferenza e delle sue necessit\u00e0, non solo fisiche. Pertanto, se sul fronte istituzionale \u00e8 necessaria una presa d\u2019atto di questo stato di cose che dar\u00e0 origine in futuro alla introduzione formale di spazi, competenze e sensibilit\u00e0 nei protocolli e nelle organizzazioni e strutture sanitarie, dall\u2019altra \u00e8 necessario comprendere che anche l\u2019atteggiamento intimo sia del paziente che del personale sanitario deve aprirsi alla pratica della consapevolezza dalla quale si svilupper\u00e0 spontaneamente una visione carica di empatia per la sofferenza dell\u2019altro. \u00c8 fondamentale che il paziente sviluppi un atteggiamento mentale diverso nei confronti della sofferenza e della paura della morte, mentre il personale sanitario deve essere supportato nel ricostruire il legame personale con il paziente, troppo spesso sostituito da un&#8217;attenzione esclusiva alla malattia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Bibliografia-Bruno-Neri-dic-24.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bigliografia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Over the past 30 years, even in the medical\/scientific field, there has been a growing awareness of the importance of protecting, during the therapeutic path of the patient, an intimate space in which he can concentrate on his inner life. 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