{"id":5944,"date":"2024-07-25T07:06:10","date_gmt":"2024-07-25T05:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/?p=5944"},"modified":"2025-03-16T09:42:37","modified_gmt":"2025-03-16T07:42:37","slug":"non-ordinary-mind-expressions-enrico-facco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/non-ordinary-mind-expressions-enrico-facco\/","title":{"rendered":"\"Non-ordinary mind expressions\" by Enrico Facco"},"content":{"rendered":"<p>Le esperienze straordinarie, inspiegabili e gli incontri con l\u2019ignoto hanno affascinato filosofi, artisti, scienziati e i popoli fin dalla preistoria in tutte le culture con profondi effetti sulla visione del mondo e la spiritualit\u00e0 dell\u2019intera umanit\u00e0. Fin dalla preistoria gli sciamani hanno sondato investigato le dimensioni dello sconosciuto, di ci\u00f2 che sembra collocarsi oltre i limiti dell\u2019esperienza della coscienza ordinaria e del visibile, per comprendere il rapporto dell\u2019uomo con la natura e prendersi cura delle persone sofferenti. Ma rendere visibile e comprendere l\u2019invisibile \u00e8 anche il compito specifico della filosofia e della scienza.<br \/>\nLe scienze galileiane sono nate dalla rivoluzione razionalista del \u2018600 e da un compromesso politico con la Chiesa: la prima ha portato a indagare la realt\u00e0 con una prospettiva matematico-geometrica quantitativa rigidamente meccanicista, mentre il secondo ha costretto a limitare il campo di indagine al solo mondo fisico per ragioni politiche (Facco &amp; Tagliagambe, 2020). Il paradigma meccanicista riduzionista dominante nella scienza per costituzione non pu\u00f2 comprendere i fenomeni soggettivi, ossia la psiche, la coscienza, i qualia e il significato dell\u2019esperienza. Non sorprende quindi che la fondazione della scienza della coscienza negli anni \u201980 del secolo scorso (ossia con oltre tre secoli di ritardo rispetto alla nascita delle nuove scienze) abbia dato origine a un dibattito di natura essenzialmente metafisica. Questo si \u00e8 articolato tra la visione monista materialista dominante delle scienze \u201cdure\u201d, che pretende di ridurre la coscienza ai suoi neurocorrelati, e la visione di chi ritiene che essa non sia riducibile ad essi. Non \u00e8 dunque ancora definitivamente chiaro e universalmente condiviso il metodo di studio che consenta di comprendere correttamente la natura della coscienza e il suo posto nel mondo (Facco, 2022a; Facco et al., 2023; Facco &amp; Fracas, 2018). A questo proposito, vale la pena di riportare che nel 1998 Christof Koch (neuroscienziato sostenitore della riduzione della coscienza ai suoi neurocorrelati) ha scommesso con David Chalmers (filosofo sostenitore della sua non riducibilit\u00e0 e attualmente codirettore del Center for Mind, Brain and Consciousness presso la New York University) che il meccanismo neurofisiologico della coscienza sarebbe stato scoperto entro 25 anni. Il 23 giugno 2023 entrambi gli scienziati hanno concordato pubblicamente che il vincitore della scommessa \u00e8 David Chalmers che ha ricevuto una cassa di pregiato vino portoghese alla riunione dell&#8217;Associazione per lo Studio Scientifico della Coscienza (ASSC) tenutasi a New York.<br \/>\nLe manifestazioni della coscienza non ordinarie, apparentemente strane, sia patologiche sia non patologiche, sotto state riunite sotto l\u2019etichetta di <em>stati alterati di coscienza (altered states of consciousness<\/em>, ASC) (Ludwig, 1966; Vaitl et al., 2005); il concetto di ASC e la sua attuale sistematizzazione sono tuttavia discutibili. Secondo Ludwig Il termine ASC indica<\/p>\n<p>\u201cOgni stato mentale \u2026 che rappresenta una deviazione nell\u2019esperienza soggettiva o nel funzionamento psicologico\u2026 rispetto alla coscienza vigile\u201d (Ludwig, 1966, p. 225).<\/p>\n<p>Nel 2005 l\u2019ASC Consortium ha classificato gli ASC in relazione alla loro insorgenza (Vaitl et al., 2005), nei seguenti termini<br \/>\na) spontanea (ad es. stati ipnagogici);<br \/>\nb) indotta con mezzi fisici (ad es. condizioni ambientali estreme) o fisiologici (ad es. manovre respiratorie, digiuno o orgasmo);<br \/>\nc) indotta con mezzi psicologici (ad es., deprivazione sensoriale, ritmo di percussione e danza, rilassamento, meditazione, ipnosi);<br \/>\nd) indotta da malattie (ad es. psicosi, coma, epilessia).<\/p>\n<p>Secondo gli Autori, il normale flusso di coscienza dipende da processi neurali integrati, le cui modificazioni rendono probabile l\u2019insorgenza di ASC, ma la loro natura rimane ancora largamente sconosciuta. L\u2019elemento pi\u00f9 rilevante \u00e8 il riconoscimento della necessit\u00e0 di considerare la prospettiva di prima persona per una appropriata comprensione degli ASC, ossia la narrazione dell\u2019esperienza da parte del soggetto. La classificazione di Vaitl et al. (2005) \u00e8 largamente incompleta e include un eterogeno insieme di condizioni, che sembra creare pi\u00f9 confusione che chiarezza (tab. 1). L\u2019impostazione di fondo dell\u2019approccio empirico-descrittivo adottato sembra inoltre fragile e discutibile per diverse ragioni, che saranno brevemente analizzate qui di seguito.<\/p>\n<p><strong>Critica al concetto di ASC<\/strong><br \/>\nUna classificazione degli ASC basata sugli stimoli che li elicitano stimolo \u00e8 discutibile, perch\u00e9 non esistono stimoli specifici in grado di produrre singoli ASC, mentre ASC diversi possono avere rilevanti aspetti comuni o anche sovrapporsi in un quadro simile.<br \/>\nL\u2019inclusione degli stati patologici nel capitolo degli ASC crea pi\u00f9 confusione che chiarezza, perch\u00e9 pu\u00f2 portare a confondere implicitamente esperienze non patologiche con fenomeni disfunzionali facendo di tutte le erbe un fascio. Altrettanto discutibile \u00e8 il tentativo meccanicista di ridurre alcuni ASC, come ad esempio le esperienze mistiche e le esperienze di premorte (<em>Near-Death Experiences<\/em>, NDE) a meri meccanismi cerebrali disfunzionali. L\u2019esempio pi\u00f9 lampante sono le esperienze mistiche di San Paolo e la loro ipotetica connessione con l\u2019epilessia del lobo temporale, interpretazione che non tiene conto n\u00e9 pu\u00f2 comprenderne il profondo significato e le implicazioni filosofico-esistenziali; lo stesso vale per le grandi ispirazioni artistiche, di cui un caso esemplare \u00e8 van Gogh per l\u2019ipotetica connessione con patologie psichiatriche (Facco, 2010, pp. 143-152).<br \/>\nLa principale critica da muovere al termine ASC \u00e8 la sua insinuazione di idea di anormalit\u00e0 rispetto alla coscienza ordinaria. A questo riguardo \u00e8 da sottolineare l\u2019ambiguit\u00e0 del termine inglese <em>altered<\/em>; infatti, pur corrispondendo al termine italiano <em>modificato<\/em> (concetto che di per s\u00e9 non indica anormalit\u00e0), pu\u00f2 sottintendere anche un disordine, una disfunzione o comunque un <em>minus<\/em> rispetto alla condizione di normalit\u00e0.<br \/>\nIl problema, oltre alle ambiguit\u00e0 linguistiche, ha profonde implicazioni epistemologiche, dipendendo strettamente da cosa si intenda per normalit\u00e0, alterazione e malattia. Se la loro definizione nell\u2019ambito dei disturbi fisici \u00e8 e tutt\u2019altro che priva di incertezze (Facco, Casiglia, et al., 2017), il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 incerto per quanto riguarda la coscienza perch\u00e9 non esiste una chiara, univoca ed esaustiva definizione di cosa la coscienza sia n\u00e9, tanto meno, di cosa di debba intendere per coscienza \u201cnormale\u201d (Facco, Lucangeli, et al., 2017; Facco &amp; Fracas, 2018). La coscienza ordinaria \u00e8 inoltre di natura culturale e diacronica, come affermava giustamente Julian Jaynes, ossia non scindibile dalla storia e non comprensibile al di fuori di essa (Jaynes, 2014); ad esempio, diverse manifestazioni della coscienza che nell\u2019antichit\u00e0 erano considerate manifestazioni normali, accettate o anche benvenute &#8211; come i sogni premonitori, gli oracoli e le visioni di divinit\u00e0 che suggerivano comportamenti e soluzioni a i problemi &#8211; nella <em>Weltbild<\/em> (immagine del mondo) positivista-materialista sono a priori considerate come manifestazioni disfunzionali di natura allucinatoria per la loro incompatibilit\u00e0 con gli assiomi, le teorie e il modello di mondo adottati.<br \/>\nLa classificazione degli ASC \u00e8 dunque criticabile sia perch\u00e9 definisce come <em>alterato<\/em> tutto ci\u00f2 che appare diverso dalla coscienza ordinaria &#8211; sulla base di un\u2019idea implicita di normalit\u00e0 non definita n\u00e9, forse, definibile &#8211; sia perch\u00e9 alcuni ASC come ipnosi e meditazione non solo non sono stati <em>alterati<\/em>, ma, al contrario, sono preziose attivit\u00e0 introspettive intenzionali della mente del tutto fisiologiche e in grado di consentire un <em>empowerment<\/em>, ossia un aumento del proprio controllo sulla mente e sul corpo.<br \/>\nCuriosamente, il sonno \u00e8 stato considerato come ASC per la sua diversit\u00e0 dalla veglia. Se le due condizioni sono certamente diverse, il sonno, in cui spendiamo circa un terzo della vita, \u00e8 indissolubilmente unito alla veglia come parte di un unico ciclo che \u00e8 alla base della vita stessa, indispensabile per il mantenimento della coscienza \u201cnormale\u201d, della salute fisica e mentale e per l\u2019adattamento alla realt\u00e0. Sarebbe forse pi\u00f9 corretto considerare il ciclo veglia-sonno come un\u2019unit\u00e0 dinamica inscindibile, nell\u2019ambito della quale continuamente oscilliamo tra l\u2019una e l\u2019altro e tra diversi livelli di veglia all\u2019interno di ciascuna fase con un continuo passaggio di informazioni e dei prodotti delle loro elaborazioni tra coscienza e inconscio. Dunque veglia e sonno sono separabili solo per comodit\u00e0 descrittive, ma costituiscono un continuum non separabile in entit\u00e0 ontologicamente distinte. Definire il sonno come ASC mi sembra sia come in astronomia definire la notte come stato alterato del giorno: un\u2019idea assurda.<br \/>\nAnalogamente, la sfortunata storia dell\u2019ipnosi \u00e8 stata caratterizzata da notevoli effetti terapeutici associati a un rifiuto pregiudiziale da parte della classe medica, problema che ha profonde implicazioni epistemologiche (Facco, 2022b, 2024). Altri ASC, come le esperienze mistiche, le NDE e tutto quanto ha il profumo della trascendenza &#8211; odore intollerabile per lo scienziato \u201cduro\u201d monista materialista &#8211; sono stati invece rifiutati a priori per l\u2019incompatibilit\u00e0 con la metafisica materialista.<\/p>\n<p><strong>Espressioni Non Ordinarie della mente<\/strong><br \/>\nDa quanto brevemente discusso risulta come la prospettiva dominante nella scienza sia insufficiente ad affrontare sia i fenomeni soggettivi sia gli ASC. Come saggiamente affermava William James all\u2019inizio del secolo scorso,<\/p>\n<p>\u201cLa nostra coscienza ordinaria non \u00e8 altro che un tipo particolare di coscienza\u2026 mentre tutto ci\u00f2 che la riguarda comprende forme potenziali di coscienza interamente differenti. Noi possiamo passare la vita senza nemmeno sospettare la loro esistenza; ma applicate lo stimolo necessario, e in un attimo essi sono l\u00ec nella loro completezza, tipi definiti di mente che probabilmente hanno da qualche parte il loro campo di applicazione e adattamento. Nessun resoconto dell\u2019universo nella sua totalit\u00e0 pu\u00f2 essere definitivo se non considera queste altre forme di coscienza\u201d [James, 1917, Lectures XVI e XVII, Mysticism. In: The Varieties of Religious Experiences (James, 1958)].<\/p>\n<p>L\u2019introduzione del concetto di esperienze anomale (<em>Anomalous Experiences<\/em>, AE), ha definito un gruppo di esperienze non patologiche, se pur non comuni, incostanti e divergenti da quanto convenzionalmente accettato; nelle AE non sono contemplate tuttavia la meditazione e l\u2019ipnosi, perch\u00e9 queste ultime possono dare o non dare origine a esperienze inusuali in relazione alla loro conduzione (Carde\u00f1a et al., 2014). Successivamente \u00e8 stato introdotto il termine di Espressioni Non Ordinarie della Mente (<em>Non-Ordinary Mental Expressions<\/em>, NOME) (Carde\u00f1a &amp; Facco, 2015; Facco, 2014; Facco, Agrillo, &amp; Greyson, 2015), con lo scopo di riunire e sistematizzare una serie pi\u00f9 ampia di esperienze, comprendente sia gli ASC non patologici sia le AE sia le tecniche in grado di indurre NOME come l\u2019ipnosi, la meditazione e il sogno lucido.<br \/>\nIl termine non-ordinario evita qualsiasi pregiudizio o idea implicita di anormalit\u00e0 o di apparente e sospetta stranezza ed enfatizza invece la diversit\u00e0 di queste condizioni rispetto a quanto convenzionalmente ammesso. Il concetto di NOME sottolinea dunque la natura epistemologica e metafisica delle questioni sollevate dalla loro descrizione e dal loro studio, problematica che \u00e8 anche alla base dello studio della coscienza e del S\u00e9 (Facco, Al Khafaji, et al., 2019; Facco &amp; Fracas, 2018).<\/p>\n<p>La tab. 2 di seguito elenca le NOME; esse sono state incluse in ordine alfabetico, per evitare, almeno per il momento, categorizzazioni arbitrarie; la tab. 2 costituisce dunque solo un primo schema provvisorio e suscettibile di ulteriori modifiche.<br \/>\nTra le NOME sono stati doverosamente inclusi anche gli stati superiori di coscienza, argomento di grande interesse ma trascurato e non compreso dall\u2019approccio empirista e materialista. L\u2019argomento \u00e8 di importanza cruciale perch\u00e9 riguarda la comprensione della natura del S\u00e9 e il perseguimento della sua pi\u00f9 elevata realizzazione, un problema con una lunga tradizione che spazia tra Oriente e Occidente dai confini della preistoria fino alla filosofia e alla psicologia moderne. Il problema deve essere affrontato con un approccio transdisciplinare e transculturale e una prospettiva metafilosofica (Facco, 2014; Facco, Al Khafaji, et al., 2019).<\/p>\n<p>Nell\u2019elenco delle NOME sono stati inseriti per dovere di coerenza epistemologica alcuni fenomeni tradizionalmente appartenenti alla sfera parapsicologica; questa scelta rende tuttavia necessaria una breve descrizione delle ragioni della loro inclusione per evitare possibili fraintendimenti. In psicologia, Galimberti (2006) distingue i fenomeni di percezione extransensoriale (ESP) da quelli di psicocinesi (PK) e ne fornisce una precisa definizione. Le prime sono percezioni che non utilizzano i cinque sensi noti e comprendono la chiaroveggenza, la retrocognizione, la precognizione e la telepatia. La PK \u00e8 invece l\u2019influenza di un soggetto su un sistema fisico in assenza di energie e forze conosciute. ESP e PK sono stati classificati in accordo con i criteri proposti da Etzel Carde\u00f1a (2018).<\/p>\n<p>L\u2019aspetto inquietante di questi fenomeni deriva dal fatto di essere apparentemente incompatibili con le conoscenze e le teorie accettate sul funzionamento della mente umana. \u00c8 tuttavia da notare che i fatti in s\u00e9 possono essere solo veri o falsi, mai parapsicologici; il loro essere assegnati alla sfera della parapsicologia dipende quindi dalla loro apparente implausibilit\u00e0, a sua volta espressione dello spirito del tempo, ossia della metafisica adottata in ogni dato momento storico. Il problema critico dunque non \u00e8 costituito dai fatti in s\u00e9 ed \u00e8 dunque specifico dovere della scienza studiarli correttamente, comprenderli e (popperianamente) falsificarli. Qualora alcuni di questi fenomeni dovessero essere dimostrati dovrebbero diventare parte della realt\u00e0 accettata, ma un tale evento comporterebbe parallelamente una modificazione delle leggi di natura conosciute. In estrema sintesi, la schisi tra scienza e parapsicologia \u00e8 priva di senso quando la parapsicologia utilizzi un rigoroso metodo scientifico e la scienza non si arrocchi in un pregiudiziale rifiuto di ci\u00f2 che appare incompatibile con gli assiomi adottati. Per questa ragione alcuni fenomeni di questo tipo sono stati doverosamente inclusi nell\u2019elenco delle NOME.<\/p>\n<p>L\u2019evidenza empirica a sostegno della realt\u00e0 di questi fenomeni \u00e8 stata brillantemente riassunta nella recente review di Etzel Carde\u00f1a (2018). L\u2019autore riporta i dati di ben 11 meta-analisi relative a studi sperimentali su diversi fenomeni distinti in due classi &#8211; ossia le percezioni e le perturbazioni mentali (apparenti influenze intenzionali su oggetti fisici o biologici) anomale &#8211; per un totale di pi\u00f9 di 1600 soggetti. I dati disponibili nella letteratura internazionale suggeriscono le seguenti conclusioni: a) \u00e8 possibile raccogliere informazioni in modo non convenzionale, vale a dire in modo extrasensoriale e senza una interazione fisica con gli oggetti, meglio se in condizioni di attenuazione del rumore mentale e ambientale e se le informazioni sono riportate in modo libero, verbale o visivo; b) a livello inconscio il nostro sistema fisiologico risponde in modo differenziato a informazioni piacevoli o spiacevoli, utili o pericolose, anche quando queste non siano raccolte attraverso gli organi di senso e siano imprevedibili; d) \u00e8 possibile influenzare mentalmente in modo intenzionale e a qualsiasi distanza, oggetti biologici e fisici; e) in generale questi effetti non sono macroscopici e quindi possono essere rilevati solo tramite tecniche statistiche appropriate; f) gli effetti risentono di ampie differenze individuali, tra le quali \u00e8 da menzionare la capacit\u00e0 di controllare i propri contenuti mentali (ad esempio con l\u2019impiego di tecniche di meditazione).<\/p>\n<p>In conclusione, una corretta classificazione delle NOME deve tenere conto dei seguenti fatti:<br \/>\n1. Stimoli diversi possono favorire o dare origine a NOME simili o anche identiche;<br \/>\n2. Alcune NOME, quali ad es. le esperienze allucinatorie e le visioni, possono essere considerate sia NOME in s\u00e9 stesse o essere elementi parziali di NOME pi\u00f9 complesse come loro elementi;<br \/>\n3. Un corretto inquadramento richiede una comprensione pi\u00f9 profonda della loro natura e dei processi mentali a esse sottesi;<br \/>\n4. Le NOME, per quanto strane o bizzarre possano apparire, non sono in s\u00e9 manifestazioni disfunzionali o patologiche, ma sono una curiosa parte di un\u2019ancora mal conosciuta fisiologia della mente, le cui manifestazioni patologiche corrispondenti sono l\u2019esasperazione disfunzionale non controllabile di fenomeni fisiologici.<br \/>\n5. \u00c8 doveroso un atteggiamento rigorosamente scettico, inteso nel senso originario del termine &#8211; da \u03c3\u03ba\u03ad\u03c8\u03b9\u03c2 (<em>sk\u00e8psis<\/em>: osservazione, ricerca, dubbio), ossia non accettare n\u00e9 rifiutare nulla a priori, coltivando consapevolmente il dubbio e la necessaria perplessit\u00e0 filosofica di fronte a tutto ci\u00f2 che rimane sconosciuto o appare incomprensibile. In altre parole, \u00e8 necessario &#8211; come raccomanda Aristotele stesso nella <em>Metafisica<\/em> (1005b, 1-5) &#8211; interrogarsi costantemente sulla veridicit\u00e0 degli assiomi adottati per evitare il rischio di una deriva dogmatica e quindi di negazione della scienza stessa, che non va confusa con l\u2019adesione esclusiva a un dato paradigma.<\/p>\n<p><strong>Tab. 1: Classificazione degli stati alterati di coscienza (ASC) secondo Vaitl et al. (2005, leggermente modificato).<\/strong><\/p>\n<p><em>Origine: <\/em>Spontanei &gt; <em>ASC<\/em>: sonnolenza, sogno ad occhi aperti, stati ipnagogici, sonno e sogno, esperienze di premorte<\/p>\n<p><em>Origine: <\/em>Fattori fisici &gt; <em>ASC<\/em>: condizioni ambientali estreme<\/p>\n<p><em>Origine: <\/em>Fattori fisiologici &gt; <em>ASC<\/em>: digiuno, attivit\u00e0 sessuale e orgasmo, manovre respiratorie<\/p>\n<p><em>Origine: <\/em>Fattori psicologici &gt; <em>ASC<\/em>: deprivazione sensoriale, trance indotta dal ritmo, rilassamento, meditazione, ipnosi, biofeedback<\/p>\n<p><em>Origine: <\/em>Fattori patologici &gt; <em>ASC<\/em>: psicosi, coma, stato vegetativo, epilessia<\/p>\n<p><em>Origine: <\/em>Fattori farmacologici &gt; <em>ASC<\/em>:(Non valutati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tab. 2: Espressioni non ordinarie della mente<\/strong><\/p>\n<p>1) Esperienze allucinatorie e visioni<\/p>\n<blockquote><p>a) Spontanee<br \/>\nb) Allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche<br \/>\nc) Esperienze da allucinogeni<\/p><\/blockquote>\n<p>2) Esperienze di altre identit\u00e0<br \/>\n3) Esperienze mistiche<br \/>\n4) Guarigioni inspiegabili<br \/>\n5) Ipnosi<br \/>\n6) Meditazione<br \/>\n7) NDE<br \/>\n8) NDE-like<br \/>\n9) OBE<br \/>\n10) Percezioni extrasensoriali (cognizione anomala o non ordinaria)<\/p>\n<blockquote><p>a) Chiaroveggenza<br \/>\nb) Precognizione, presentimento<br \/>\nc) Retrocognizione<br \/>\nd) Telepatia<\/p><\/blockquote>\n<p>11) Psicocinesi:<\/p>\n<blockquote><p>a) Macropsicocinesi (forza anomala)<br \/>\nb) Micropsicocinesi (perturbazione anomala)<\/p><\/blockquote>\n<p>12) Rapimento da parte di alieni<br \/>\n13) Reminiscenze di vite precedenti<br \/>\n14) Sincronicit\u00e0<br \/>\n15) Sinestesie<br \/>\n16) Sogno lucido<br \/>\n17) Stati superiori di coscienza<\/p>\n<blockquote><p>a) Allargamento del S\u00e9 (Russell, 1912)<br \/>\nb) Espansione del S\u00e9 oltre gli stati ordinari (Arieti, 1967)<br \/>\nc) Epopt\u00e9ia (Aristotele)<br \/>\nd) Illuminazione<br \/>\ne) S\u00e9 Spirituale ed esperienza da N2O (James, 1958)<br \/>\nf) Superconscio (Assagioli, 1988)(Assagioli 1988)<\/p><\/blockquote>\n<p>18) Stimmate<br \/>\n19) Xenoglossia<br \/>\n20) Trance<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/bibliografia-articolo-Facco.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bibliografia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The term \"non-ordinary\" avoids any prejudice or implicit idea of abnormality or apparent and suspicious strangeness, emphasizing instead the diversity of these conditions compared to what is conventionally admitted.<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":5946,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[127],"tags":[],"class_list":["post-5944","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5944","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5944"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5944\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5950,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5944\/revisions\/5950"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5946"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}