{"id":5927,"date":"2024-07-25T11:07:21","date_gmt":"2024-07-25T09:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/?p=5927"},"modified":"2025-03-16T09:42:31","modified_gmt":"2025-03-16T07:42:31","slug":"ordinary-mind-is-non-ordinary-state-of-consciousness-yongey-mingyur-rinpoche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/ordinary-mind-is-non-ordinary-state-of-consciousness-yongey-mingyur-rinpoche\/","title":{"rendered":"\"The Ordinary Mind is a Non-Ordinary State of Consciousness: Shall I introduce you?\" by Yongey Mingyur Rinpoche"},"content":{"rendered":"<p>Il Buddhismo Vajrayana, spesso chiamato &#8220;Veicolo di Diamante&#8221; o &#8220;Veicolo del Fulmine&#8221;, offre un approccio profondo per familiarizzare con la nostra mente ordinaria (*), o stato di coscienza non ordinario.<br \/>\n(*) [in questo contesto <em>ordinaria<\/em> \u00e8 inteso pi\u00f9 simile a <em>primordiale, non condizionata, naturale<\/em> &#8211; N.d.R]<br \/>\nLa mente ordinaria non \u00e8 qualcosa di straordinario, al di fuori di noi stessi, o irraggiungibile. \u00c8 il gioiello dentro ognuno di noi. Non si tratta di trovare pace nel momento presente; si tratta di risvegliarsi a una nuova dimensione dell&#8217;esperienza. \u00c8 lo stato naturale della nostra mente quando \u00e8 libera da distrazioni e disturbi; dove le percezioni trascendono l&#8217;ordinario e sorge la saggezza. Il problema \u00e8 che quando la cerchiamo, \u00e8 cos\u00ec facile e cos\u00ec vicina che abbiamo difficolt\u00e0 a riconoscerla. Questa antica tradizione, praticata principalmente nel Buddhismo tibetano, enfatizza il riconoscimento delle esperienze dirette della vera natura della mente, o mente ordinaria, attraverso pratiche meditative e rituali. Nel Buddhismo Vajrayana, familiarizzarsi con questi stati di coscienza non ordinari \u00e8 visto come uno strumento potente per raggiungere una mente stabile che non \u00e8 sconvolta da schemi abituali di pensieri ed emozioni. \u00c8 come uno specchio che riflette il mondo senza distorsioni. Questo metodo funziona spostando la nostra prospettiva attraverso i concetti di visione, meditazione e applicazione.<\/p>\n<p>La visione (o &#8220;drishti&#8221;) nel Buddhismo Vajrayana fornisce una chiara comprensione della natura fondamentale di tutti i fenomeni. La visione fornisce la base teorica per comprendere la realt\u00e0 e la coscienza. Centrale a questa visione \u00e8 la comprensione delle due verit\u00e0: la verit\u00e0 relativa e la verit\u00e0 ultima. La verit\u00e0 relativa si riferisce alle esperienze quotidiane e dualistiche, dove vediamo la nostra natura come singolare, indipendente e permanente, mentre la verit\u00e0 ultima si riferisce alla realizzazione della vacuit\u00e0 (&#8220;shunyata&#8221;) e alla natura di Buddha inerente in tutti gli esseri.<\/p>\n<p>Gli stati di coscienza non ordinari sono considerati scorci della verit\u00e0 ultima, dove le limitazioni presentate dalla nostra mente offuscata e illusa vengono trascese, rivelando la natura luminosa e vuota della realt\u00e0, che \u00e8 la mente ordinaria. Questi momenti sono visti come finestre sulle qualit\u00e0 fondamentali di chiarezza, pace e non-dualit\u00e0 insite nella mente ordinaria. Continuando a praticare, iniziamo a comprendere che queste esperienze non sono separate dalla realt\u00e0 quotidiana ma piuttosto strati pi\u00f9 profondi dello stesso continuum di coscienza a cui possiamo accedere.<\/p>\n<p>La meditazione (&#8220;gom&#8221; in tibetano) \u00e8 il metodo principale per accedere e stabilizzare gli stati di coscienza non ordinari. Il significato tibetano di gom \u00e8 &#8220;familiarizzarsi&#8221;, familiarizzarsi con la nostra mente. Ma cos&#8217;\u00e8 veramente la meditazione? Due idee sbagliate sono che la meditazione consista nel bearsi e che dobbiamo liberare la mente da tutti i pensieri. Questi possono essere risultati della meditazione, ma non sono l&#8217;essenza. L&#8217;essenza della meditazione \u00e8 la consapevolezza. Si tratta di essere pienamente presenti con qualunque cosa sorga nella nostra esperienza. \u00c8 un modo di fare amicizia con i nostri pensieri ed emozioni e accettarci cos\u00ec come siamo. Una pratica meditativa passo dopo passo pu\u00f2 addestrare la mente a essere tranquilla e chiara, creando una piattaforma per un maggiore dispiegarsi della consapevolezza, portando infine un praticante a incarnare una sorta di consapevolezza auto-illuminante. Per iniziare a coltivare un riconoscimento della nostra mente ordinaria, possiamo iniziare con semplici pratiche di consapevolezza. Uno dei modi pi\u00f9 efficaci per farlo \u00e8 concentrarsi sul nostro respiro. Concentrandoci su un singolo oggetto, come il respiro, quietiamo il costante chiacchiericcio mentale permettendo la coltivazione interiore di una coscienza pi\u00f9 chiara e stabile.<\/p>\n<p>Il nostro respiro \u00e8 sempre con noi e il suo ritmo pu\u00f2 aiutarci ad ancorarci al momento presente. Prestando attenzione alla sensazione del respiro che entra ed esce, addestriamo dolcemente la nostra mente a rimanere concentrata e presente. Sedendoci tranquillamente, pensieri ed emozioni inevitabilmente sorgeranno. Permettiamo a tutto di venire. Non sopprimiamo n\u00e9 scacciamo nulla, ma osserviamo piuttosto i nostri pensieri ed emozioni senza attaccamento. Proprio come le nuvole attraversano il cielo senza alterare la natura del cielo, cos\u00ec anche i nostri pensieri ed emozioni vanno e vengono senza cambiare l&#8217;essenza fondamentale della nostra mente. Questa pratica di consapevolezza non giudicante ci aiuta a sviluppare un senso di equanimit\u00e0 ed equilibrio.<\/p>\n<p>Nel tempo, le pratiche meditative possono aiutare a smussare la mente dualistica guidata dall&#8217;ego, spostando la percezione di un praticante su come viene esperito il mondo.<\/p>\n<p>Un passo essenziale lungo il cammino \u00e8 la meditazione sulla gentilezza amorevole. In questa pratica, generiamo sentimenti di compassione e amore per noi stessi e per gli altri. Iniziamo estendendo questi caldi auguri a noi stessi recitando silenziosamente frasi semplici come: &#8220;Che io sia felice e libero dalla sofferenza. Che io abbia le cause della felicit\u00e0. Che io sia libero dalle cause della sofferenza.&#8221; Gradualmente, estendiamo questo cerchio di compassione per includere i nostri cari, conoscenti e persino quelli che troviamo difficili. Questo aiuta ad ammorbidire il nostro cuore e a dissolvere le barriere tra noi e gli altri, rivelando l&#8217;interconnessione di tutti gli esseri. Questo ci aiuta a riconoscere e a dissolvere lentamente il senso ordinario di s\u00e9, portando a esperienze di consapevolezza non-duale e stati di coscienza elevati.<\/p>\n<p>Durante la meditazione, possiamo incontrare irrequietezza, sonnolenza o dubbio. La nostra scelta \u00e8 vederli come ostacoli o come opportunit\u00e0 per approfondire la nostra pratica. Se arriva l&#8217;irrequietezza, possiamo riportare l&#8217;attenzione al respiro. Se sperimentiamo sonnolenza, possiamo aprire gli occhi e riconnetterci con la nostra intenzione di meditare per il beneficio di tutti gli esseri. Quando il dubbio offusca la nostra mente, possiamo ricordarci dei benefici della meditazione e della saggezza di tutti coloro che hanno percorso il cammino prima di noi.<\/p>\n<p>In definitiva, il fondamento del cammino buddhista \u00e8 alleviare la sofferenza. Centrale a questo \u00e8 il concetto di dukkha. Attraverso la pratica quotidiana iniziamo a lasciar andare l&#8217;attaccamento ai desideri e alle esperienze impermanenti che sono alla radice della nostra sofferenza. Man mano che iniziamo a lasciar andare schemi di attaccamento e avversione, pu\u00f2 esserci un maggiore senso di facilit\u00e0 e spaziosit\u00e0 nelle nostre attivit\u00e0 quotidiane. L&#8217;applicazione di tutto ci\u00f2 consiste nel presentarsi e affrontare le nostre azioni e interazioni con mezzi abili. Quando affrontiamo situazioni difficili possiamo farlo con una mente calma e chiara, permettendo una risposta pi\u00f9 riflessiva e meno reattiva. Essere in grado di tagliare attraverso illusioni e fraintendimenti porta all&#8217;equanimit\u00e0 e alla graduale illuminazione della nostra vera natura.<\/p>\n<p>Mentre ci avviciniamo al nostro viaggio meditativo \u00e8 importante farlo con un senso di gentilezza e pazienza. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di correre o di cercare la perfezione. Ogni momento di pratica, per quanto breve, contribuisce alla coltivazione della mente ordinaria. Non \u00e8 un obiettivo distante, ma piuttosto un riconoscimento graduale di schemi abituali di pensieri ed emozioni che possono essere rilasciati e trasformati. Concentrandoci sulla consapevolezza, coltivando la gentilezza amorevole e la compassione per tutti gli esseri, e non voltando le spalle alle sfide lungo il cammino, la nostra mente ordinaria viene gradualmente rivelata. Scopriamo che la vera felicit\u00e0 e il benessere sono gi\u00e0 dentro di noi, sempre a nostra portata.<\/p>\n<p>La prospettiva del Buddhismo Vajrayana offre una comprensione ricca e intricata degli stati di coscienza non ordinari, enfatizzando il loro potenziale per rivelare la vera natura della mente e della realt\u00e0. Attraverso questo approccio strutturato di visione, meditazione e applicazione, i praticanti possono accedere alla loro mente ordinaria, ottenere intuizioni trasformative e integrare queste intuizioni in una vita di saggezza e compassione. Facendo cos\u00ec, avanziamo nel nostro cammino spirituale e contribuiamo al benessere di tutti gli esseri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non-ordinary states of consciousness are considered glimpses into the ultimate truth, where the limitations presented by our clouded and deluded mind are transcended, revealing the luminous, empty nature of reality, which is the ordinary mind. These moments are seen as windows into the fundamental qualities of clarity, peace, and non-duality inherent in the ordinary mind.<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":5929,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[127],"tags":[],"class_list":["post-5927","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5927","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5927"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5927\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5985,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5927\/revisions\/5985"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}