{"id":5819,"date":"2024-06-04T16:40:23","date_gmt":"2024-06-04T14:40:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/?p=5819"},"modified":"2024-06-04T17:37:49","modified_gmt":"2024-06-04T15:37:49","slug":"what-happens-to-the-brain-when-we-meditate-study-from-university-pisa-conducted-at-the-tibetan-monastic-university-sera-jey-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/what-happens-to-the-brain-when-we-meditate-study-from-university-pisa-conducted-at-the-tibetan-monastic-university-sera-jey-india\/","title":{"rendered":"What Happens to the Brain When We Meditate: The Study by the University of Pisa Conducted at the Sera Jey Monastic University in India"},"content":{"rendered":"<p>Uno studio dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/journals\/psychology\/articles\/10.3389\/fpsyg.2024.1348317\/full\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Frontiers<\/a> in Psychology nella sezione Consciousness Researches investiga le basi neurali dell\u2019attivit\u00e0 di meditazione, avvalendosi di un gruppo di volontari di eccezione: i monaci di Sera-Jey, l\u2019Universit\u00e0 Monastica Tibetana in Karnataka, India nell\u2019ambito di una collaborazione attiva dal 2018.<br \/>\nIl gruppo di ricerca dell\u2019Ateneo, composto da ingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell\u2019Informazione e da psicofisiologi del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell\u2019Area Critica, ha lavorato sui dati raccolti nell\u2019arco di diversi mesi, durante i quali i monaci sono stati monitorati nelle meditazioni quotidiane tramite il rilevamento di elettroencefalogramma, attivit\u00e0 cardiaca e respiratoria. Lo studio \u00e8 l\u2019unico nel suo genere a potersi fondare sull\u2019analisi di un gruppo cos\u00ec omogeneo e altamente addestrato. I monaci infatti, dopo un percorso di studi di quasi un ventennio, possono scegliere di dedicarsi fino a otto ore al giorno alla meditazione in ritiri della durata di diversi anni.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5826\" src=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bruno-Neri-ricerca-UniPi-Sera-Jey-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bruno-Neri-ricerca-UniPi-Sera-Jey-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bruno-Neri-ricerca-UniPi-Sera-Jey-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bruno-Neri-ricerca-UniPi-Sera-Jey-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bruno-Neri-ricerca-UniPi-Sera-Jey-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bruno-Neri-ricerca-UniPi-Sera-Jey.jpg 1400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>\u201cGrazie alla convenzione tra l\u2019Ateneo di Pisa e l\u2019Universit\u00e0 di Sera Jey &#8211; spiega <strong>Bruno Neri<\/strong>, docente di ingegneria elettronica al Dipartimento di Ingegneria dell\u2019Informazione dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa e referente accademico e scientifico, nonch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/contributors\/bruno-neri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Lecturer<\/strong><\/a> per MindScience Academy (nelle foto insieme ai monaci tibetani) &#8211; abbiamo avuto l\u2019opportunit\u00e0 di studiare la meditazione praticata da un gruppo di super esperti. La routine dei monaci in ritiro prevede quattro sessioni di meditazione di due ore ciascuna ogni giorno per un totale di circa 3000 ore l\u2019anno. Ho trascorso con loro periodi di permanenza piuttosto lunghi, fino a 6 settimane in tre diverse occasioni, utilizzando dispositivi di misura dei parametri fisiologici indossabili e non invasivi, per non interferire in alcun modo con le loro pratiche quotidiane. Lo scopo era quello di indagare i correlati neuronali di <strong>due diverse tipologie di meditazione, concentrativa e analitica<\/strong>. Nella prima si pu\u00f2 raggiungere uno stato cognitivo di consapevolezza priva di contenuto e pensiero discorsivo; nella seconda invece la mente viene diretta su un oggetto di riflessione (per esempio un concetto filosofico o morale), che viene analizzato in tutte le sue sfaccettature\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5827\" src=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/rilevazioni_due_meditazioni-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/rilevazioni_due_meditazioni-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/rilevazioni_due_meditazioni-768x457.jpg 768w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/rilevazioni_due_meditazioni-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/rilevazioni_due_meditazioni.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>I tracciati elettroencefalografici risultanti dai due tipi di mediazione sono stati analizzati tramite modelli matematici, nel tentativo di mettere in evidenza le differenze a livello neurofisiologico durante la meditazione concentrativa e quella analitica. \u201cI primi risultati &#8211; afferma <strong>Alejandro Callara<\/strong>, ricercatore in bioingegneria al Dipartimento di Ingegneria dell\u2019Informazione dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa &#8211; indicano che analizzando il segnale elettroencefalografico \u00e8 possibile distinguere nettamente tra i due tipi di meditazione. In particolare, abbiamo visto che la meditazione concentrativa provoca un drastico cambiamento della potenza di tale segnale nella maggior parte delle bande spettrali classiche e che tale cambiamento \u00e8 pi\u00f9 evidente al crescere dell&#8217;esperienza del soggetto. Di fatto abbiamo osservato questo fenomeno con certezza in quei monaci con pi\u00f9 di 20.000 ore di meditazione al loro attivo. Tenuto conto della letteratura scientifica sull\u2019argomento sembrerebbe che con l\u2019esperienza nella pratica cresca la capacit\u00e0 di attivare meccanismi dell\u2019attenzione che permettono loro di sopprimere stimoli non rilevanti e distrattori, a favore della focalizzazione sull\u2019auto consapevolezza, cosa che di fatto \u00e8 proprio lo scopo della meditazione concentrativa. Abbiamo anche osservato che lo stesso soggetto (esperto) impegnato sia nella meditazione analitica che in quella concentrativa, \u00e8 in grado soltanto in questo secondo caso di generare le variazioni descritte sopra, e questo ci suggerisce che tali variazioni possano essere rilevanti per uno studio pi\u00f9 approfondito sugli stati non ordinari di coscienza indotti dalla meditazione\u201d.<br \/>\nLa prossima missione a Sera Jey inizier\u00e0 il 29 giugno prossimo. Il gruppo sar\u00e0 composto da <strong>Bruno Neri, Alejandro Callara e Ciro Conversano<\/strong>, docente di Psicologia Dinamica, e avr\u00e0 come obiettivo quello di reclutare, con la collaborazione dello Science Center di Sera Jey e del vicino Collegio Tantrico di Gyumed, altri volontari esperti in alcune pratiche meditative esoteriche in grado di agire alla radice del rapporto Mente\/Corpo. Ciro Conversano condurr\u00e0 inoltre una serie di seminari sulla mindfulness e sulle pratiche contemplative.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unipi.it\/index.php\/news\/item\/28214-cosa-succede-al-cervello-quando-meditiamo-lo-studio-dell-universita-di-pisa-condotto-presso-l-universita-monastica-tibetana-di-sera-jey-in-india\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte UniPi<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A study by the University of Pisa published on Frontiers in Psychology in the Consciousness Research section investigates the neural bases of meditation activity, employing an exceptional group of volunteers: the monks of Sera-Jey, the Tibetan Monastic University in Karnataka, India, as part of an active collaboration since 2018.<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":5822,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-5819","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-corpo-mente-ed-emozioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5819","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5819"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5819\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5830,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5819\/revisions\/5830"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}