{"id":377,"date":"2024-04-01T20:15:20","date_gmt":"2024-04-01T18:15:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/?p=377"},"modified":"2023-11-18T19:15:11","modified_gmt":"2023-11-18T17:15:11","slug":"mapping-emotions-two-perspectives-compared","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/mapping-emotions-two-perspectives-compared\/","title":{"rendered":"Mapping emotions (5): two perspectives compared"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante le chiare divergenze tra i modelli che abbiamo preso in esame \u2014 l\u2019uno facente capo alla corrente delle basic emotions, l\u2019altro a quella costruttivista \u2014 anche le similitudini tra i due sono degne di considerazione. Sia Barrett che Asma e Gabriel concordano sull\u2019esistenza di <strong>core affects<\/strong>, mentre sono poi in disaccordo su quanto questi siano estesi (quanti e quali siano) e sul loro ruolo nel dare forma al comportamento umano.<\/p>\n<p>Per Barrett, questo core \u00e8 costituito da forme positive o negative di eccitazione mirate a mantenere un <strong>bilancio energetico<\/strong> (body budget). Tutto il resto emerge evoluzionisticamente, non in due ondate successive l\u2019una all\u2019altra, ma tramite percorsi complessi, specifici alle singole specie e alla loro linea evolutiva. Non ci sarebbe dunque alcun cervello rettile o mammifero annidato sotto alle funzioni superiori della cognizione umana. Per Asma e Gabriel, d\u2019altra parte, il \u201cminimalismo\u201d di Barrett \u201c\u00e8 scarsamente informativo della fenomenologia, delle neuroscienze e dell\u2019etologia dell\u2019emozione.\u201d A partire da una definizione di affetto simile a quella di Barrett \u2014 come <strong>motivazione conativa<\/strong> o \u201cpropulsione motivazionale conativa\u201d di sapore spinoziano \u2014, Asma e Gabriel cercano di tracciare il percorso evolutivo (nella sua complessit\u00e0) che ha contribuito a produrre gli umani nella forma in cui li conosciamo oggi.<\/p>\n<p>Entrambe le posizioni riconoscono l\u2019interazione biunivoca tra il core affettivo e la mente linguistica e concettuale. Ma laddove Barrett opta per un modello top-down, in parte perch\u00e9 lascia pi\u00f9 spazio all\u2019agenzia, pi\u00f9 libert\u00e0 d\u2019azione (consentendole di patrocinare questo modello <strong>top-down<\/strong> come pi\u00f9 accurato e pi\u00f9 utile come strumento di controllo); Asma e Gabriel favoriscono un approccio <strong>bottom-up<\/strong> perch\u00e9 rende conto pi\u00f9 efficacemente dell\u2019evoluzione del comportamento umano, e quindi ci presenta una comprensione di come siamo diventati ci\u00f2 che siamo.<\/p>\n<p>Per Barrett, il pensiero linguistico-proposizionale sembra rappresentare una linea di demarcazione piuttosto rigida della cognizione umana, nella quale si danno le emozioni perch\u00e9 possediamo l\u2019apparato concettuale per trasformare degli impulsi affettivi in emozioni. Questa separazione netta fra umani ed animale \u00e8 uno dei punti che Asma e Gabriel (ed altri teorici delle emozioni di base) criticano pi\u00f9 violentemente al nuovo costruttivismo. La questione riguarda il rapporto tra ci\u00f2 che sta \u201csopra\u201d (il pensiero) e ci\u00f2 che sta \u201csotto\u201d (l\u2019affetto corporeo), quello che siamo tentati di chiamare il rapporto tra una struttura (o base) e una sovrastruttura. \u00c8 la base a dare forma alla sovrastruttura, o questa \u00e8 in grado di rimodellare la base? Oppure, \u00e8 la relazione interamente biunivoca e, in questo caso, si tratta di una relazione biunivoca tra due entit\u00e0 stabili o di una relazione interamente dinamica e dialettica, impossibile da districare?<\/p>\n<p>Entrambe le posizioni concordano che l\u2019intreccio sia molto profondo, ma che districare i due domini, quello che Asma e Gabriel chiamano <strong>decoupling<\/strong> (disaccoppiamento), sia comunque possibile.<br \/>\nPer Barrett, non siamo divisi tra un antico cervello emotivo (\u201c<em>hot<\/em>\u201d) ed un recente cervello cognitivo (\u201c<em>cool<\/em>\u201d). Piuttosto, si potrebbe affermare che sia tutto cool, o che quantomeno potrebbe essere raffreddato \u2014 servendosi di concetti che Barrett tende a definire proposizionalmente.<br \/>\nSe, da parte loro, Asma e Gabriel effettivamente parlano di cognizione primitiva e tarda (o \u201ctertiary-order\u201d), riconoscono per\u00f2 che quest\u2019ultima apre un ventaglio inedito di possibilit\u00e0. Tramite il pensiero simbolico, sostengono, la dimensione indicativa della comunicazione (\u201cQuella creatura \u00e8 un serpente\u201d) e la dimensione imperativa (\u201cDovrei scappare\u201d) possono essere slacciate (<em>decoupled<\/em>). Il linguaggio ci consente di addomesticare noi stessi emotivamente (\u201cemotionally domesticate ourselves\u201d ), il che significa tuttavia porre della distanza fra noi e le nostre emozioni.<\/p>\n<p>In altri termini, dove Barrett tende ad assumere che il disaccoppiamento sia una buona cosa e che proceda in modo top-down (dai concetti, dal comportamento, verso il body budget), Asma e Gabriel vedono questa relazione come pi\u00f9 complessa. In un <a href=\"https:\/\/philosophyofbrains.com\/2020\/02\/20\/decoupling.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog post<\/a> recente, definiscono e chiarificano la loro nozione di affetto come segue:<\/p>\n<p><em>\u00abL\u2019affetto come motore motivazionale conativo \u00e8 suscettibile di disaccoppiamento perch\u00e9 precede (\u00e8 anteriore) \u2014 rimanendo funzionale \u2014 tutte le abilit\u00e0 cognitive evolutivamente successive; il suo primato assicura cio\u00e8 che questo rimanga utile in qualunque contesto mentale. E, a differenza delle altre funzioni mentali, l\u2019affetto pu\u00f2 filtrare in ogni operazione mentale, conferendo salienza a elementi pertinenti; l\u2019affetto tinge i nostri pensieri con valore e significato. Conseguentemente, abbiamo descritto diversi ruoli giocati dall\u2019affetto tra cui quello di modalit\u00e0 di presentazione (mode of presentation), quello di freccia intenzionale (intentional arrow), e quello di motivazione per agganciarsi alle affordances appropriate.\u00bb<\/em> (S. T. Asma, R. Gabriel, 2020, Decoupling)<\/p>\n<p><strong>Sources &amp; Further Readings:<\/strong><br \/>\nJ. Black, 2015, <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/health\/archive\/2015\/02\/hard-feelings-sciences-struggle-to-define-emotions\/385711\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hard Feelings: Science\u2019s Struggle to Define Emotion<\/a>, The Atlantic.<br \/>\nS. T. Asma, R. Gabriel, 2019, The Emotional Mind<br \/>\nS. T. Asma, R. Gabriel, 2020, <a href=\"https:\/\/philosophyofbrains.com\/2020\/02\/20\/decoupling.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Decoupling<\/a>, The Brain\u2019s Blog<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Despite apparent divergences between the models we are going over \u2014 one referring to the basic emotions currents, to other being constructivist perspectives \u2014, the common grounds also appear to be quite interesting. Both Barrett and Asma &amp; Gabriel agree upon the existence of core affects, proposing different views on their extension (how many and what they are) and on their role in shaping human behavior.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":4446,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[80,81,82,100],"class_list":["post-377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-corpo-mente-ed-emozioni","tag-filosofia-della-mente","tag-neuroscienze","tag-psicologia","tag-risorse"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=377"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4687,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/377\/revisions\/4687"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mindscienceacademy.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}