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Articoli e notizie

MindScience Academy cura una serie di articoli con il proposito di avvicinare e chiosare lo scambio tra ricerca scientifica e tradizione contemplativa. Attraverso una tale produzione, si tenterà di ampliare l’equipaggiamento a disposizione del lettore critico e del ricercatore, senza pretendere di esaurire la portata della riflessione ma, al contrario, moltiplicando e ibridando i suoi linguaggi. In questo senso, questa colonna editoriale somiglia ad un laboratorio; critico, enzimatico, aperto alla sorpresa e all’esperienza trasformativa.
In primo piano aprile 2024
Tutto parte dallo stabilire cosa è un esistente e come lo si suddivide. Ad esempio, tutte le scuole filosofiche buddhiste accettano che un esistente è ciò che viene accertato da un conoscitore valido.
In primo piano aprile 2024
Nella lingua si organizzano i dati dell’esperienza. Le lingue, infatti, sono strumenti cognitivi che veicolano non una realtà data, ma una realtà interpretata, sono sistemi funzionali all’organizzazione cognitiva dell’esperienza. Come dire che ognuno parla, in primo luogo, con sé stesso.
In primo piano aprile 2024
Geshe Gelek ha risposto a quattro domande di approfondimento inerenti il tema della cognizione valida illustrando con grande dettaglio tecnico le differenze esistenti nelle diverse scuole. Un contributo certamente apprezzato da lettori con conoscenze avanzate in ambito buddhista.
In primo piano aprile 2024
Dal pensiero di Francisco Varela, Evan Thompson ed Eleanor Rosch fiorisce l’epistemologia enattivista, che porta alla luce una conoscenza in prima persona dove l’esperienza incarnata svolge un ruolo costitutivo. Un testo fondamentale.
Nonostante le chiare divergenze tra i modelli che abbiamo preso in esame — l’uno facente capo alla corrente delle basic emotions, l’altro a quella costruttivista — anche le similitudini tra i due sono degne di considerazione. Sia Barrett che Asma e Gabriel concordano sull’esistenza di core affects, mentre sono poi in disaccordo su quanto questi siano estesi (quanti e quali siano) e sul loro ruolo nel dare forma al comportamento umano.
In primo piano febbraio 2024
Gli esseri umani hanno la caratteristica di vedere la realtà come esistente là fuori, come se avesse un’esistenza intrinseca. È semplicemente così che appare alla nostra coscienza. Per rendersi conto che non è così è necessario un minuzioso lavoro di analisi filosofica.
Coscienza e realtà interiore
Parlando di coscienza i modelli esistenti possono essere ricondotti a due categorie principali: quelli che riconoscono alla Coscienza esistenza intrinseca indipendente, almeno in parte, dal suo substrato fisico e quelli che invece considerano la Coscienza interamente riducibile ai processi elettro-chimico-fisici che hanno luogo nel cervello.
Relazioni e società
A volte i percorsi delle persone si incrociano all’insaputa dei protagonisti stessi, le loro idee convergono attraverso il tempo e lo spazio. È questo il caso della formidabile connessione settecentesca mai realizzata e persino inesplorata tra Ippolito Desideri, un missionario gesuita italiano, e David Hume, il filosofo scozzese dell’Illuminismo.
In primo piano febbraio 2024
Le apparenze nascondono ai nostri occhi la realtà? Oppure la nostra idea preconcetta di ciò che è reale ci impedisce di vedere la realtà dell’apparenza? Vorrei volgere l’attenzione verso due aspetti. Il primo è mostrare l’importanza della fenomenologia che ha come scopo studiare l’apparire, per evidenziare il modo in cui da esso si genera la nostra credenza nella realtà degli oggetti esterni. Il secondo è perché il senso in cui la metafisica e la scienza occidentale hanno visto la differenza tra realtà e apparenza è esattamente opposta a quella buddhista.
In primo piano febbraio 2024
La coscienza è il più grande e irrisolto problema fin dalle origini della filosofia: quello che vediamo, facciamo, codifichiamo, decidiamo e la stessa scienza sono un prodotto della mente e abitano il mondo della coscienza. L’intera visione del mondo, la cultura, la scienza dipendono dalla coscienza e dall’interfaccia mente-realtà.
In primo piano febbraio 2024
La comprensione della realtà è il cuore del sentiero buddhista. Parlando di dicotomia intendo il concepire l’impermanente come permanente, la sofferenza come felicità, l’impuro come puro, il non sé come avendo un sé.
In primo piano febbraio 2024
Il Buddha indicò che la mente è la capostipite riguardo a tutte le nostre emozioni e azioni, e se guidata dall’ignoranza, porta a tutte le miserie. Insegnò i dodici legami dell’origine dipendente, relativi all’evoluzione di tre tipi di miserie nell’esistenza samsarica, tutte derivanti dall’ignoranza. La forza contraria a questa ignoranza è ciò che il Buddha identificò come saggezza, per rimuovere il velo dell’ignoranza che oscura la visione della realtà.